Alberi monumentali

La monumentale Quercia delle Streghe in Toscana

Di tutti gli alberi da noi visitati, la monumentale quercia delle streghe è sicuramente uno dei più spettacolari e questa volta ci troviamo in Toscana.

Questa monumentale quercia, detta “delle streghe”, si trova nel comune di Capannori (LU) in una stradina di campagna tra le colline (Località San Martino in Colle) in Toscana.

Si tratta di una roverella (quercus ubeacens) che vanta più o meno 600 anni. L’altezza è calcolata approssimativamente tra i 15 e i 24 metri e la circonferenza della chioma è di oltre 40 metri di diametro. Il particolare di questa quercia è quello di avere i rami che crescono orizzontalmente al terreno, cosa molto singolare per questo genere botanico.

quercia delle streghe toscana

Caratteristiche quercia

La roverella è la specie di quercia più diffusa in Italia, è molto resistente all’aridità e si adatta ai climi più freddi. Le foglie sono ricoperte da una fine peluria riconoscibile al tatto, la ceppaia è molto vitale e ha resistito agli interventi restrittivi dell’uomo. Le roverelle arrivano di solito a raggiungere 20-22 metri di altezza e formano querceti misti nell’Appennino Umbro-Marchigiano e in Toscana.

quercia delle streghe toscana

Leggende

Si narra che le streghe ( da qui il nome) danzassero sui rami del grande albero per i loro riti e che questo avrebbe portato alla loro insolita forma.

Un’altra leggenda, invece, identifica la quercia come la pianta dove Carlo Lorenzini (in arte Carlo Collodi) decise di far impiccare il burattino più famoso d’Italia: Pinocchio. Dovete sapere che il libro “le avventure di Pinocchio” uscì come un romanzo a puntate nel 1881 sul Giornale per bambini. Il finale della fiaba in origine era però completamente diverso infatti Pinocchio muore impiccato ad una quercia (probabilmente la nostra quercia) dal Gatto e la Volpe.

“Oh babbo mio! Se tu fossi qui! E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi e aprì la bocca, stirò le gambe e dato un grande scrollone, rimase lì come intrizzito”

immagine presa da axismundi.blog

I lettori, soprattutto giovani e bambini, rimasero talmente sconvolti che Collodi dovette modificare il finale come tutti noi lo conosciamo oggi.

Vedere questa enorme pianta e pensare a quante persone ha visto passare sotto le sue fronde, a quante battaglie si sono combattute lungo i suoi fianchi e quante condizioni climatiche ha dovuto superare, ci ha portato ad un momento di riflessione e contemplazione.

Davvero bellissima e imponente sotto la sua grande chioma: da visitare!

“..e passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono al ramo di una grossa pianta detta la Quercia grande..”

Cit, le avventure di Pinocchio, storia di un burattino

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